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	<title>Economia &#8211; Fiorillo &amp; Partners</title>
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	<title>Economia &#8211; Fiorillo &amp; Partners</title>
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		<title>FATTURAZIONE ELETTRONICA OBBLIGATORIA ANCHE PER I FORFETTARI</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/fatturazione-elettronica-obbligatoria-anche-per-i-forfettari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 14:37:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fatturazione elettronica estesa a tutti, revisione del sistema sanzionatorio tributario e interoperabilità di banche dati fiscali e del sistema bancario: sono alcuni degli emendamenti alla legge delega fiscale che hanno incassato il via libera del governo e su cui si attende, dopo la riformulazione di sintesi il voto di approvazione. L&#8217;estensione della fatturazione elettronica a &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/fatturazione-elettronica-obbligatoria-anche-per-i-forfettari/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">FATTURAZIONE ELETTRONICA OBBLIGATORIA ANCHE PER I FORFETTARI</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fatturazione elettronica estesa a tutti, revisione del sistema sanzionatorio tributario e interoperabilità di banche dati fiscali e del sistema bancario: sono alcuni degli emendamenti alla legge delega fiscale che hanno incassato il via libera del governo e su cui si attende, dopo la riformulazione di sintesi il voto di approvazione.</p>
<p>L&#8217;estensione della fatturazione elettronica a tutte le categorie finora escluse è contenuta in un emendamento che fornisce nuovi elementi per la lotta all&#8217;evasione.</p>
<p>Si tratterebbe di prevedere che il criterio di riduzione dell&#8217;evasione e dell&#8217;elusione fiscali debba essere perseguito anche con riferimento: alla chiusura del perimetro dell&#8217;obbligo di fatturazione elettronica, estendendolo a tutti i soggetti attualmente esentati, e all&#8217;esclusione di possibili eccezioni all&#8217;obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri; alla piena utilizzazione, sin dalla fase dell&#8217;adempimento spontaneo, dei dati e delle informazioni di carattere economico, finanziario e patrimoniale che affluiscono ai sistemi informativi dell&#8217;anagrafe tributaria; alla prevenzione della reiterazione delle condotte evasive nel tempo e all&#8217;effettività dell&#8217;azione di riscossione in caso di inadempimento.</p>
<p>Inoltre in un altro emendamento si richiede la piena operabilità delle banche dati delle pubbliche amministrazione con l&#8217;utilizzo di uno scambio di dati e informazioni anche con il sistema bancario.</p>
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		<item>
		<title>DAL 1° APRILE STOP ALLO SMART WORKING SEMPLIFICATO ED ALLA TUTELA PER I LAVORATORI FRAGILI</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/dal-1-aprile-stop-allo-smart-working-semplificato-ed-alla-tutela-per-i-lavoratori-fragili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 14:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Contribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Risorse Umane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1° aprile  cesseranno le tutele Covid per i lavoratori fragili e la possibilità di svolgere «normalmente» il lavoro in smartworking, sia l&#8217;equiparazione a ricovero ospedaliero delle assenze dal servizio con riconoscimento dell&#8217;indennità economica dall&#8217;Inps. Lo spiega lo stesso ente di previdenza con il messaggio n. 1126/2022, dopo la proroga di un mese di entrambe &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/dal-1-aprile-stop-allo-smart-working-semplificato-ed-alla-tutela-per-i-lavoratori-fragili/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">DAL 1° APRILE STOP ALLO SMART WORKING SEMPLIFICATO ED ALLA TUTELA PER I LAVORATORI FRAGILI</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 1° aprile  cesseranno le tutele Covid per i lavoratori fragili e la possibilità di svolgere «normalmente» il lavoro in smartworking</strong>, sia l&#8217;equiparazione a ricovero ospedaliero delle assenze dal servizio con riconoscimento dell&#8217;indennità economica dall&#8217;Inps. Lo spiega lo stesso ente di previdenza con il messaggio n. 1126/2022, dopo la proroga di un mese di entrambe le misure disposta dalla legge n. 11/2022 di conversione del dl n. 221/2021. L&#8217;Inps conferma, invece, l&#8217;assenza di misure per i lavoratori non fragili in quarantena nel corso di quest&#8217;anno: il regime di tutela (cioè l&#8217;equiparazione a malattia) è scaduto il 31 dicembre 2021.</p>
<p>Dal 16 ottobre 2020 i lavoratori fragili hanno diritto a svolgere l&#8217;attività lavorativa in modalità agile, anche con adibizione a diversa mansione della stessa categoria o area d&#8217;inquadramento, in base al Ccnl, oppure allo svolgimento di attività di formazione, anche da remoto. La tutela è a favore dei lavoratori dipendenti «fragili», cioè quelli in possesso di certificato attestante la condizione di rischio derivante da immunodepressione o patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita, nonché i lavoratori con disabilità grave (ex legge n. 104/1992). La tutela doveva trovare applicazione fino al 31 ottobre 2021. L&#8217;art. 17 del dl n. 221/2021 l&#8217;ha prorogata all&#8217;anno 2022, fino al 28 febbraio e, precisamente, fino all&#8217;adozione di un decreto di individuazione delle «patologie croniche a scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali (…)» applicare la tutela. Il decreto è arrivato il 4 febbraio. In sede di conversione del dl n. 221/2021, spiega l&#8217;Inps, la legge n. 11/2022 ha disposto la proroga al 31 marzo 2022 delle tutele a favore dei lavoratori fragili.</p>
<p>Il comma 3 bis dell&#8217;art. 17 della legge n. 11/2022, inoltre, stabilisce che gli oneri a carico Inps, dal 1° gennaio al 31 marzo 2022, connessi con le predette tutele sono finanziati dallo stato. Pertanto, precisa l&#8217;Inps, entrambe le tutele sono prorogate al 31 marzo e, in particolare, è riconosciuta dal 1° gennaio al 31 marzo la tutela previdenziale ai lavoratori fragili del settore privato assicurati per la malattia all&#8217;Inps.</p>
<p>Infine, <strong>l&#8217;Inps conferma che in merito all&#8217;equiparazione a malattia della quarantena/isolamento fiduciario con sorveglianza attiva  e relativa a tutti gli altri lavoratori </strong>(non fragili)<strong>, non è stata prevista alcuna proroga per l&#8217;anno 2022.</strong> Di conseguenza, la possibilità di riconoscere l&#8217;indennità economica a carico Inps rimane fissata al 31 dicembre 2021, come anticipato dal messaggio n. 679/2022.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>STOP AL GREEN PASS: LE SCADENZE</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/stop-al-green-pass-le-scadenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2022 20:43:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 31 marzo, dopo oltre due anni, termina lo stato di emergenza e comincia la nuova fase di contenimento del virus; dal 1° aprile al 15 giugno, quindi, si dovrebbe tornare gradualmente alla normalità pre-pandemia. Ma alcuni paletti sarebbero già stati fissati. Quando scatterà dunque lo stop al certificato verde e all’obbligo vaccinale per gli &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/stop-al-green-pass-le-scadenze/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">STOP AL GREEN PASS: LE SCADENZE</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 31 marzo, dopo oltre due anni, termina lo stato di emergenza e comincia la nuova fase di contenimento del virus; dal 1° aprile al 15 giugno, quindi, si dovrebbe tornare gradualmente alla normalità pre-pandemia.</strong><br />
<strong>Ma alcuni paletti sarebbero già stati fissati. Quando scatterà dunque lo stop al certificato verde e all’obbligo vaccinale per gli over 50 e una serie di categorie di lavoratori? Entriamo nel dettaglio.</strong></p>
<p>1° APRILE</p>
<div id="google_ads_iframe_/5966054,1135916/Money.it/Money_neltesto_0__container__">Dal 1° aprile dovrebbe cadere l’obbligo di super green pass (rilasciato con la sola vaccinazione o guarigione da Covid 19) per bar, ristoranti, piscine, palestre. Non sarà richiesto neanche il tampone negativo.</div>
<p>Stop al super green pass anche per il trasporto locale. Per quanto riguarda aerei, treni e navi non sarà più obbligatorio il certificato verde, ma il governo sta valutando se richiedere almeno l’esito di un tampone negativo.<br />
Dal 1° aprile, addio a green pass base e rafforzato anche per hotel e strutture ricettive, servizi alla persona, sport all’aperto, musei, mostre, luoghi della cultura (anche al chiuso). Non solo. Stop al certificato anche per negozi e attività commerciali, uffici pubblici, poste, banche, sagre e fiere, impianti di risalita all’aperto, spettacoli e feste all’aperto, cerimonie pubbliche.</p>
<p>Quarantena a scuola<br />
Addio alla quarantena in caso di contatto con un soggetto positivo anche per i non vaccinati. Se prevarrà l’ala aperturista, superando le remore del ministero della Salute, la nuova norma varrà anche per la scuola. In classe non ci sarà più differenza tra vaccinati e non vaccinati. I positivi continueranno a restare a casa. Si potrà abbandonare anche la mascherina Ffp2 sostituendola con la chirurgica. Ma in questo caso non ci sarebbe ancora una data precisa.</p>
<p>Stadio e discoteca<br />
La capienza degli impianti sportivi torna al 100% sia all’aperto che al chiuso (in questo caso con obbligo di mascherina). Le discoteche all’aperto potranno tornare a lavorare a capienza piena.</p>
<p>Mascherine chirurgiche<br />
Resta l’obbligo di indossare le mascherine nei luoghi al chiuso ad eccezione dell’abitazione privata. Il ministro della Salute Roberto Speranza invoca prudenza perché «<i>i casi stanno risalendo in tutta Europa</i>».</p>
<p>1° MAGGIO</p>
<p>Addio all’obbligo di green pass al chiuso. Non servirà più per bar e ristoranti, mense e catering, cinema, teatri, concerti, eventi sportivi, studenti universitari, centri benessere, sport e spogliatoi, convegni e congressi, corsi di formazione, centri culturali e concorsi pubblici. Non solo. Termina l’obbligo di indossare le mascherine Ffp2 all’aperto sia ai concerti che negli stadi.<br />
Si discute invece sui tempi dell’eliminazione del green pass al lavoro. Il governo Draghi sarebbe orientato a superare le sanzioni legate all’obbligo di vaccino per gli over 50. Dal 1° maggio dovrebbe terminare la sospensione dal lavoro e dallo stipendio, ma gli aperturisti premono per il 1° aprile.</p>
<p>1° GIUGNO</p>
<p>Dal 1° giugno, addio alla mascherina Ffp2 al chiuso per i mezzi del trasporto pubblico locale, funivie, palestre e altri sport al coperto e per aerei, treni e navi.<br />
Dalla stessa data, le discoteche al chiuso potranno lavorare a capienza piena, rispettando i protocolli di sicurezza.</p>
<p>15 GIUGNO</p>
<p>Stop all’obbligo vaccinale per medici, infermieri, operatori delle Rsa, insegnanti e personale della scuola, per chi lavora nel comparto della difesa, della sicurezza, del soccorso pubblico, per il personale della polizia locale, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria. Termina l’obbligo anche per gli over 50, che non saranno più tenuti a presentare il green pass per accedere al posto di lavoro.</p>
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		<item>
		<title>STRALCIO DEBITI FISCALI FINO A 5000 EURO: AL VIA I CONTROLLI DELL&#8217;AGENZIA DELLE ENTRATE</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/stralcio-debiti-fiscali-fino-a-5000-euro-al-via-i-controlli-dellagenzia-delle-entrate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Fiorillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Aug 2021 09:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 20 agosto è partita la verifica interna tra Agenzia Entrate Riscossione ed Agenzia delle Entrate sull&#8217;elenco dei codici fiscali dei debitori che hanno uno o più debiti a ruolo di importo residuo fino a 5.000 euro sui singoli carichi in riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Al termine di tale verifica &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/stralcio-debiti-fiscali-fino-a-5000-euro-al-via-i-controlli-dellagenzia-delle-entrate/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">STRALCIO DEBITI FISCALI FINO A 5000 EURO: AL VIA I CONTROLLI DELL&#8217;AGENZIA DELLE ENTRATE</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="abstract">Dal 20 agosto è partita la verifica interna tra Agenzia Entrate Riscossione ed Agenzia delle Entrate sull&#8217;elenco dei codici fiscali dei debitori che hanno uno o più debiti a ruolo di importo residuo fino a 5.000 euro sui singoli carichi in riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.<br />
Al termine di tale verifica &#8211; che dovrà concludersi entro il 30 settembre 2021 &#8211; l’Agenzia delle Entrate dovrà individuare i soggetti che non hanno diritto alla sanatoria, perché in possesso di redditi imponibili ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.<br />
Successivamente, entro il 30 novembre 2021 , l’Agente della riscossione trasmetterà agli enti titolari dei crediti iscritti in tali ruoli l’elenco delle quote annullate.</p>
<p class="abstract">Il cronoprogramma entro la quale la sanatoria dei ruoli di importo non superiore a 5.000 euro dovrà esaurirsi è dettato nel <a title="decreto attuativo del MEF del 14 luglio 2021" href="https://www.ipsoa.it/documents/fisco/riscossione/quotidiano/2021/08/03/debiti-fiscali-5-000-euro-stralcio-data-31-ottobre-2021" target="_blank" rel="noopener">decreto attuativo del MEF del 14 luglio 2021</a>.</p>
<div class="article-content">
<div class="paywall">
<div>
<h2 class="table-wrap" tabindex="2"><strong>La verifica reddituale</strong></h2>
</div>
<div>Il comma 4 dell’art. 4 del decreto Sostegni prevede espressamente che lo stralcio dei debiti a ruolo di importo non superiore a 5.000 euro comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, <strong>non è applicabile alle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d&#8217;imposta 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro</strong> ed ai soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno conseguito, nel periodo d&#8217;imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30.000 euro.</div>
<div>Questa attività di incrocio e verifica dei dati reddituali sarà gestita in automatico grazie alle apposite specifiche tecniche individuate nel decreto del MEF in commento.</div>
<h2 class="black">Cosa accade in presenza di soggetti coobbligati</h2>
<div>Una importante precisazione contenuta nel decreto attuativo dispone inoltre che &#8211; in presenza di debiti a ruolo aventi i requisiti dell’annullabilità ma rispetto ai quali vi sono più soggetti coobbligati &#8211; lo stralcio del debito non potrà avvenire qualora almeno uno dei soggetti coobbligati risulti in possesso, sempre nel periodo d’imposta 2019, di redditi imponibili ai fini delle imposte di redditi superiore a 30.000 euro.</div>
<h2 class="black">Annullamento automatico senza comunicazione ai debitori</h2>
<div>Esaurite le verifiche dell’Agenzia delle Entrate, <strong>l’annullamento dei debiti verrà effettuato alla data del 31 ottobre 2021 senza alcuna comunicazione formale al soggetto debitore</strong>; pertanto, decorso il termine del 31 ottobre i debitori dovranno dunque verificare personalmente l’avvenuto annullamento dei debiti a ruolo attraverso una semplice consultazione di un estratto debitorio presso Agenzia Entrate Riscossione.</div>
<div></div>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Piano nazionale di ripresa e resilienza: sei missioni per far ripartire l&#8217;italia</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-sei-missioni-per-far-ripartire-litalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 15:48:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; in discussione al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Piano italiano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/piano-nazionale-di-ripresa-e-resilienza-sei-missioni-per-far-ripartire-litalia/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Piano nazionale di ripresa e resilienza: sei missioni per far ripartire l&#8217;italia</span></a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; in discussione al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).</p>
<p>Il Piano italiano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica e prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU.<br />
Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro.</p>
<p>Il Piano include inoltre un corposo pacchetto di riforme, che toccano, tra gli altri, gli ambiti della pubblica amministrazione, della giustizia, della semplificazione normativa e della concorrenza.</p>
<p>Si tratta di un intervento epocale, che intende riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale.<br />
Il Piano ha come principali beneficiari le donne, i giovani e il Mezzogiorno e contribuisce in modo sostanziale a favorire l’inclusione sociale e a ridurre i divari territoriali.<br />
Nel complesso, il 27 per cento del Piano è dedicato alla digitalizzazione, il 40 per cento agli investimenti per il contrasto al cambiamento climatico, e più del 10 per cento alla coesione sociale.</p>
<p><strong>Il Piano si organizza lungo sei missioni.</strong></p>
<ul>
<li>La prima missione, “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, stanzia complessivamente 49,2 miliardi – di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo.</li>
</ul>
<p>I suoi obiettivi sono promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura.<br />
Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese.<br />
In particolare, portano la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici che ancora ne sono privi, e assicurano connettività adeguata ai 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale.<br />
Viene avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato.<br />
Il Piano prevede incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e rafforza le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione, ad esempio facilitando la migrazione al cloud.<br />
Per turismo e cultura, sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive.</p>
<ul>
<li>La seconda missione, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo.</li>
</ul>
<p>I suoi obiettivi sono migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.<br />
Il Piano prevede investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, per raggiungere target ambiziosi come il 65 per cento di riciclo dei rifiuti plastici e il 100 per cento di recupero nel settore tessile.<br />
Il Piano stanzia risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa.<br />
Sono previsti corposi incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici. Le misure consentono la ristrutturazione di circa 50.000 edifici l’anno.<br />
Il Governo prevede importanti investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e semplifica le procedure di autorizzazione nel settore.<br />
Si sostiene la filiera dell’idrogeno, e in particolare la ricerca di frontiera, la sua produzione e l’uso locale nell’industria e nel trasporto.<br />
Il Piano investe nelle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15 per cento, e nella riduzione del dissesto idrogeologico.</p>
<ul>
<li>La terza missione, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo.</li>
</ul>
<p>Il suo obiettivo primario è lo sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese.<br />
Il Piano prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. A regime, vengono consentiti significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud.<br />
Ad esempio, si risparmierà 1 ora e 30 minuti sulla tratta Napoli-Bari, 1 ora e 20 minuti sulla tratta Roma-Pescara, e 1 ora sulla tratta Palermo-Catania.<br />
Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.</p>
<ul>
<li>La quarta missione, “Istruzione e Ricerca”, stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro – di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo.</li>
</ul>
<p>Il suo obiettivo è rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico. Il Piano investe negli asili nido, nelle scuole materne, nei servizi di educazione e cura per l’infanzia. Crea 152.000 posti per i bambini fino a 3 anni e 76.000 per i bambini tra i 3 e i 6 anni.<br />
Il Governo investe nel risanamento strutturale degli edifici scolastici, con l’obiettivo di ristrutturare una superficie complessiva di 2.400.000 metri quadri.<br />
Inoltre, si prevede una riforma dell’orientamento, dei programmi di dottorato e dei corsi di laurea, ad esempio con l’aggiornamento della disciplina dei dottorati e un loro aumento di circa 3.000 unità. Si sviluppa l’istruzione professionalizzante e si rafforza la filiera della ricerca e del trasferimento tecnologico.</p>
<ul>
<li>La quinta missione, “Inclusione e Coesione”, stanzia complessivamente 22,4 miliardi – di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo.</li>
</ul>
<p>Il suo obiettivo è facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale.<br />
Il Governo investe nello sviluppo dei centri per l’impiego e nell’imprenditorialità femminile, con la creazione di un nuovo Fondo Impresa Donna.<br />
Si rafforzano i servizi sociali e gli interventi per le vulnerabilità, ad esempio con interventi dei Comuni per favorire una vita autonoma alle persone con disabilità.<br />
Sono previsti investimenti infrastrutturali per le Zone Economiche Speciali e interventi di rigenerazione urbana per le periferie delle città metropolitane.</p>
<ul>
<li>La sesta missione, “Salute”, stanzia complessivamente 18,5 miliardi, di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo.</li>
</ul>
<p>Il suo obiettivo è rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Il Piano investe nell’assistenza di prossimità diffusa sul territorio e attiva 1.288 Case di comunità e 381 Ospedali di comunità.<br />
Si potenzia l’assistenza domiciliare per raggiungere il 10 per cento della popolazione con più di 65 anni, la telemedicina e l’assistenza remota, con l’attivazione di 602 Centrali Operative Territoriali.<br />
Il Governo investe nell’aggiornamento del parco tecnologico e delle attrezzatture per diagnosi e cura, con l’acquisto di 3.133 nuove grandi attrezzature, e nelle infrastrutture ospedaliere, ad esempio con interventi di adeguamento antisismico.<br />
Il Piano rafforza l’infrastruttura tecnologica per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati, inclusa la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico.</p>
<p>Il Piano prevede un ambizioso programma di riforme, per facilitare la sua attuazione e contribuire alla modernizzazione del Paese e all’attrazione degli investimenti.<br />
La riforma della Pubblica Amministrazione affronta i problemi dell’assenza di ricambio generazionale, di scarso investimento sul capitale umano e di bassa digitalizzazione.<br />
Il Piano prevede investimenti in una piattaforma unica di reclutamento, in corsi di formazione per il personale e nel rafforzamento e monitoraggio della capacità amministrativa.<br />
La riforma della giustizia interviene sull’eccessiva durata dei processi e intende ridurre il forte peso degli arretrati giudiziari.<br />
Il Piano prevede assunzioni mirate e temporanee per eliminare il carico di casi pendenti e rafforza l’Ufficio del Processo.<br />
Sono previsti interventi di revisione del quadro normativo e procedurale, ad esempio un aumento del ricorso a procedure di mediazione e interventi di semplificazione sui diversi gradi del processo.<br />
Il Piano prevede inoltre interventi di semplificazione per la concessione di permessi e autorizzazioni, e sul codice degli appalti per garantire attuazione e massimo impatto agli investimenti.<br />
Il Piano include anche riforme a tutela della concorrenza come strumento di coesione sociale e crescita economica. I tempi di queste riforme, che vanno dai servizi pubblici locali a energia elettrica e gas, sono stati pensati tenendo conto delle attuali condizioni dovute alla pandemia.</p>
<p>Il PNRR avrà un impatto significativo sulla crescita economica e della produttività.<br />
Il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali.<br />
Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento.<br />
In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile al sud sono pari 14,5 miliardi, il 53 per cento del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna.<br />
Sono stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione al sud, pari al 39 per cento del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46 per cento.<br />
Questi includono la creazione di nuovi asili, un incremento delle infrastrutture sociali, e politiche per il lavoro.<br />
Il PNRR contribuisce a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese.<br />
L’impatto complessivo del PNRR sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali. Per il sud, l’impatto previsto è di circa 24 punti percentuali.</p>
<p>Il Piano prevede inoltre un investimento significativo sui giovani e le donne.<br />
Una nuova strategia di politiche per l’infanzia è cruciale per invertire il declino di fecondità e natalità.<br />
I giovani beneficiano dei progetti nei campi dell’istruzione e della ricerca; del ricambio generazionale nella pubblica amministrazione; e del rafforzamento del Servizio Civile Universale.<br />
Per i ragazzi e le ragazze, sono stanziati fondi per l’estensione del tempo pieno scolastico e per il potenziamento delle infrastrutture sportive a scuola.<br />
In particolare, è promossa l’attività motoria nella scuola primaria, anche in funzione di contrasto alla dispersione scolastica.<br />
Per quanto riguarda le donne, il Piano prevede misure di sostegno all’imprenditoria femminile e investimenti nelle competenze tecnico-scientifiche delle studentesse.<br />
Inoltre, l’ampliamento dell’offerta di asili, il potenziamento della scuola per l’infanzia e il miglioramento dell’assistenza ad anziani e disabili aiuteranno indirettamente le donne, che spesso devono sostenere la maggior parte del carico assistenziale delle famiglie.<br />
Per perseguire le finalità relative alle pari opportunità &#8211; generazionali e di genere &#8211; il Governo intende inserire per le imprese che parteciperanno ai progetti finanziati dal NGEU previsioni dirette a condizionare l’esecuzione dei progetti all’assunzione di giovani e donne.<br />
I criteri sono definiti tenendo conto dell’oggetto del contratto; della tipologia e della natura del singolo progetto.</p>
<p>La governance del Piano prevede una responsabilità diretta dei ministeri e delle amministrazioni locali per la realizzazione degli investimenti e delle riforme entro i tempi concordati, e per la gestione regolare, corretta ed efficace delle risorse.<br />
È previsto un ruolo significativo degli enti territoriali, a cui competono investimenti pari a oltre 87 miliardi di euro.<br />
Il Ministero dell’economia e delle finanze monitora e controlla il progresso nell’attuazione di riforme e investimenti e funge da unico punto di contatto con la Commissione Europea.</p>
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		<title>Cartelle esattoriali sospese fino al 31/01/21</title>
		<link>https://fiorilloepartners.it/cartelle-esattoriali-sospese-fino-al-31-01-21/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jun 2021 09:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sospesa fino al 31/01/2021 la notifica delle cartelle esattoriali. Nella seduta del 14 gennaio 2021, il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge che stabilisce una mini-sospensione dell’attività di accertamento e riscossione fino al 31 gennaio. Sempre al 31 gennaio 2021 slittano i termini per il versamento delle cartelle di pagamento. Rientrano nella sospensione: &#8230; <a href="https://fiorilloepartners.it/cartelle-esattoriali-sospese-fino-al-31-01-21/" class="more-link">Continue reading <span class="screen-reader-text">Cartelle esattoriali sospese fino al 31/01/21</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sospesa fino al 31/01/2021 la notifica delle cartelle esattoriali. Nella seduta del 14 gennaio 2021, il Consiglio dei Ministri ha varato un decreto legge che stabilisce una mini-sospensione dell’attività di accertamento e riscossione fino al 31 gennaio. Sempre al 31 gennaio 2021 slittano i termini per il versamento delle cartelle di pagamento.</p>
<p><strong>Rientrano nella sospensione:</strong></p>
<ul>
<li>i termini previsti per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, gli avvisi relativi alle tasse automobilistiche e tasse di concessione governativa;</li>
<li>il termine finale di scadenza dei versamenti, derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, sospesi con il decreto Cura Italia (art. 68, comma 1, D.L. n. 18/2020).</li>
</ul>
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